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Cooperativa Sociale ONLUS - Una grammatica della differenza

 

ARIELE - Centro Diurno per disabilità mentale grave

Il "Progetto Ariele" è stato avviato nel 1997 a partire dall'esperienza acquisita dalla cooperativa nei servizi a favore di persone con disabilità. Il pensiero di fondo del progetto ha origine dalla conoscenza e dalla riflessione portata da persone con disabilità che, per vari motivi, non riuscivano ad avere risposta dai servizi già presenti sul territorio. Si è quindi deciso di organizzare un servizio in grado di colmare, seppure temporaneamente, alcuni limiti presenti in ambito territoriale, e di porsi come struttura educativa intermedia che, in tempi sufficientemente brevi, potesse fornire agli utenti gli strumenti necessari per trovare una collocazione in contesti, tra quelli proposti dal territorio, ritenuti maggiormente idonei.

Questo tipo di disponibilità e di progettualità ci ha portato a confrontarci con situazioni molto diverse tra di loro: persone con disabilità grave collegata ad una complessità comportamentale che ha portato, in alcuni casi, all'ingestibilità dell'utente ed alla sua conseguente espulsione dal servizio frequentato; persone per le quali non si riteneva adeguato né l'inserimento in un c.s.e., né l'inserimento lavorativo; persone giovani per le quali non era possibile capire con chiarezza la direzione da prendere nella scelta del loro percorso educativo e di crescita; persone per le quali era già stato individuato il servizio in grado di rispondere alle loro esigenze, che non risultava però, in quel preciso momento storico, disponibile ad accoglierle.

Il "Progetto Ariele" ha come obiettivo generale quello di accrescere il livello di benessere delle persone che lo frequentano attraverso un intervento educativo che miri ad aumentare le capacità comunicative, di espressione ed il livello di autonomia.

A partire da un approccio clinico all'intervento educativo, il principio conduttore degli interventi è il riconoscimento della soggettività e dell'unicità di ogni persona, attraverso l'offerta di uno spazio operativo strutturato, ma aperto ai diversi bisogni dei singoli. Ci si propone di recuperare quel vissuto personale di libertà e di determinazione della propria vita che è la base di ogni scelta e di ogni futuro inserimento in altri tipi di strutture e contesti. Cerchiamo di offrire inanzitutto uno "spazio di comunicazione", dove il linguaggio verbale e non verbale diventa la chiave per accedere alle diverse proposte e per inserirsi nelle  differenti attività.

L'intento non è solo il raggiungimento di obiettivi didattici o di particolari apprendimenti, ma è l'utilizzo di ogni possibilità pedagogica in vista di una ricollocazione della persona all'interno della rete relazionale e sociale, cercando, nonostante i limiti ed i bisogni emozionali che ogni singolo utente manifesta, di proporre comportamenti sempre più adeguati al contesto sociale e relazionale nel quale la persona si trova a vivere. Il progetto si propone anche come un sostegno alle famiglie dove, però, l'inserimento deve costituire per i genitori non una forma di delega, ma una tipologia di collaborazione che aiuti a sviluppare un maggior benessere familiare.

La diversità dei bisogni, delle esigenze e delle potenzialità  dell'utenza che stava percorrendo il progetto, ci ha spinto ad organizzare e strutturare più servizi in grado di proporre progetti educativi più mirati alle necessità individuali.

Oltre al Centro Ariele, avviato nel 1997, è stato avviato all'inizio del 2004 il servizio di formazione all'autonomia Cielo e nel Settembre 2005 il servizio di formazione all'autonomia Taman.

Il Centro Ariele si caratterizza per la duttilità e la ricchezza delle proposte progettuali che offre all'utenza che lo frequenta. E' un servizio che ha insito nella sua formazione la capacità di modularsi e di adattarsi alle differenti caratteristiche dei ragazzi e che, nonostante il carico di lavoro da affrontare, prova a riscoprire la bellezza educativa dello "stare con".

Al centro si condividono esperienze e si hanno in comune vissuti, si prova a fare un percorso di normalizzazione insieme e si condividono le risposte che l'auspicabile integrazione sociale porta.   Gli attori principali, al centro, sono i ragazzi, fruitori ed importanti protagonisti della relazione educativa; l'obiettivo educativo è sempre finalizzato all'aumento del loro benessere.

L'intervento educativo, che utilizza come strumento le diverse attività proposte nel corso della settimana, si centra sulle capacità relazionali degli educatori, in grado di costruire il percorso di crescita e di espressione delle potenzialità degli utenti, attraverso le capacità di comunicazione, soprattutto non verbale, ed empatiche, che permettono di attraversare le fasi di crisi, spesso inevitabili in un percorso di ricerca del cambiamento, da una situazione di minore ad una situazione di maggiore benessere. In questo direzione l'educatore è chiamato a svolgere un importante lavoro su di sé, di autosservazione ed autocritica, supportato dagli incontri di equipe e di supervisione, con l'obiettivo di conoscere sempre meglio se stesso (strumento fondamentale del lavoro educativo) e quindi la relazione con l'altro e con l'altro disabile, per poter gestire sempre meglio alcuni aspetti della relazione come il transfert, il controtransfert (ecc.) oltrechè il livello delle latenze (tutto quello che interagisce con il contesto ma che allo stesso tempo, facilmente sfugge, in quanto non "visibile").

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